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Beirut (anche Berito) è un sito archeologico libanese.

Sorta alla foce del Magoras, oggi Nahr Beirut, la cui etimologia sarebbe da ricondurre al fenicio beʾerōt "pozzi", era stata leggendariamente fondata da Crono e dedicata a Posidone ed ai Cabirii[1]. Nel XIV secolo a.C. è nota nella corrispondenza di elʿ-Amārnah, ed in età ellenistica fu distrutta da Diodoto Trifone durante le lotte per il trono con Demetrio II ed Antioco VII Sidete nel 145-138 a.C.[2]; nota brevemente nel II secolo a.C. come Laodicea in Fenicia, venne completamente ricostruita dai Romani quando Agrippa vi istituì una colonia intorno al 15 a.C. col nome di Colonia Iulia Augusta Felix Berytus, e fu anche detta Antoniana sotto Caracalla. Sede dal III secolo di una facoltà di diritto - Giustiniano la chiama nutrix legum - venne distrutta nel 529 da un terremoto, e nel 635 conquistata dagli Arabi.

Fu abbellita dai monumenti di Erode il Grande ed Erode Agrippa, e le fonti ricordano il teatro l'anfiteatro, i portici[3], ed il grande acquedotto di cui oggi restano tre piani di arcate. La città araba ha sommerso quella romana, benché qualche rinvenimento fortuito: il quadrato romano coincideva probabilmente con le fortificazioni arabe, ed è stato individuato anche il Foro, che secondo Lauffray sarebbe da ricondurre a due luoghi diversi: uno nella moderna piazza dell'étoile con una basilica di tipo orientale con peristilio interno ionico e colonnato esterno corinzio, e l'altro presso l'antica chiesa di San Giovanni oggi moschea.


Durante il II millennio a.C. è sottoposta al dominio persiano, sede di attività portuali, che dai testi ugaritici sembra prevalente il commercio di vino. Benché vi sia un'eclissi dal XII secolo alla metà del I millennio a.C., si osserva un rinascita in epoca persiana. Nel II secolo a.C. le si attribuisce il nome di Hodice di Fenicia, ed è un centro commerciale di grande rilevanza, con importanti negozianti e banchieri a Delo. In epoca romana fu sede di un'importante scuola giuridica. Fu esplorata in seguito alle distruzioni della guerra civile, la zona alta risale al Bronzo Antico, con una prima fortificazione nel Bronzo Medio ed una successiva entrata monumentale. C'erano un tempio, con depositi cultuali, e qualche deposizione funeraria in giare; probabilmente erano presenti anche un palazzo ed alcuni edifici amministrativi. Nel Tardo Bronzo si realizza un muro di cinta e dei “glacis”, ossia un leggero pendio protettivo di fronte alle fortificazioni, un sistema rafforzato nell'Età del Ferro, e di nuovo modificato in epoca persiana (V-IV secolo a.C.). La necropoli era in disuso, con le abitazioni della città nella parte bassa. Lo studio della ceramica è fondamentale a Beirut, poiché centro di scambi con l'Egeo e i centri vicini. Nella città bassa c'è il settore dei suk, con case, settori artigianali e industriali, con una necropoli a pozzi nella roccia.

Bibliografia Edit

  • R. Lepsius, "Monuments de Beirout", in Ann. Inst. 10 (1838), pp. 12-19.
  • A.J. Letronne, in Rev. Arch. 3 (1846-1847), pp. 78-83, 489-491.
  • Cheiko, Beyrouth. Histoira et monuments, 1927.
  • Du Mesnil du Buisson, "Le decumanus maximus de la colonie romaine de Beryte", in Bull. de la Soc. des Ant. de France, 1926, pp. 202-ss.
  • J. Lauffray, "Forums et monuments de Béryte", in Bulletin du Musée du Beyrouth 7 (1944-1945), pp. 13-80.
  • H. Seyrig, in Bulletin du Musée du Beyrouth 8 (1946-1948), pp. 155-158.
  • R. Mouterde, J. Lauffray, Beyrouth, ville romaine. Histoira et monuments, Beirut 1952.

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