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Enciclopedia Archeologica

Biblo

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Biblo (anche Gubal) è un sito archeologico libanese.

Si trova su un promontorio sul mare, con due piccoli corsi d'acqua laterali. La documentazione riguarda almeno quindici grandi fasi di occupazione, dalla Preistoria alla conquista araba, che hanno determinato troppe sovrapposizioni e svolgimenti. Durante la fase neolitica (circa 7000 a.C.) vi era un villaggio di pescatori: l'urbanizzazione avviene fra IV e III millennio: la città è sviluppata intorno al santuario della Baalat, con una crescita maggiore dal 2700 a.C. I legami con l'Egitto sono molto stretti, documentati da un vaso in alabastro di un faraone della II dinastia egizia. La cinta muraria presenta contrafforti ed una strada nord-sud principale, mentre le abitazioni sono a pianta regolare con un cortile centrale a due vani, in materiali diversi, ossia mattoni crudi, pietra, legno, ed intonaco argilloso. Fra il 2300 ed il 2200 a.C. vi è una fase di distruzione causata dall'invasione amorrea: la fioritura urbana avviene nel Medio e Tardo Bronzo, con la ricostruzione del tempio delle Baalat e della divinità maschile (Reshef, poi tempio degli Obelischi), che assume la forma che terrà fino in epoca persiana: una cella quadrata con una antecella ed un portico in un recinto sacro al quale si accede dal cortile, ed una zona esterna con delle dipendenze. Al centro della corte è il grande obelisco con varie installazioni cultuali e piccoli obelischi e cappelle. Le offerte riprese cono la giara Montet (circa 2130 a.C.) con circa mille oggetti di diversa provenienza; da notare a nordest la necropoli K con tombe scavate a pozzo. Nel XVIII-XVI secolo a.C. - nel periodo hyksos - l'abitato si espande, grazie anche ai maggiori rapporti con l'esterno ed una ulteriore ricchezza, documentata anche dallo sfarzo delle tombe. Nel 1200 a.C. si riscontra l'arrivo dei Popoli del Mare, anche se non vi è traccia a Biblo di insediamenti filistei.

Dal XI all'VIII secolo a.C. vi è il periodo dell'indipendenza e poi delle dominazioni, benché queste ultime siano meno note: le strutture difensive vengono rafforzate, e continua l'uso della necropoli reale. Il sarcofago di Ahiram proviene dalla Tomba V, ed appartenne ad un re del X secolo, in cui vi si trova per la prima volta un'iscrizione in alfabeto fenicio: il sarcofago fu voluto da re Ittobaal per il padre, affinché si rispettassero la tomba ed il cimitero. La parte alta del pozzo era adattata a vano per il culto funerario, con un pavimento ligneo su travi incassate; altri due sarcofagi erano nella stessa camera, accantonati. Durante la dominazione persiana si ha una fioritura economica, legata all'attività edilizia del re Yehumilk (probabilmente di origini oscure, poiché non menziona il nome del padre), che realizza un'iscrizione dedicatoria per Baal Shamin ("signore del cielo", che divenne il nome del dio supremo) e alla signora di Biblo. La dinastia prosegue con Abibaal, che offre alla Baalat una statua del faraone Sheshonq, poi seguito da Elibaal e Shipitbaal.

Nel VI secolo a.C. viene costruito un possente terrazzamento a nordest della città, con torri angolari e su queste un edificio rettangolare con due file di pilastri (come nell'Apadana iranica). Fra il V ed il IV secolo a.C. le difese del settore nordest vengono ulteriormente allargate, con l'aggiunta di una linea fortificara. A quest'epoca appartiene l'iscrizione regale di Yehomil, un re abbigliato alla maniera persiana, che in una stele offre alla dea Baalat con fattezze di Hathor: è il tentativo di legittimarsi poiché non è il figlio, ma il nipote del re precedente. A Biblo scavarono per primo Ernest Renan dal 1860, che scoprì la fisionomia egittizzante della città, e poi Novelli Davide, scopritore del sarcofago di Ahiram, ed infine Maurice Dunand dal 1926 al 1973.

Progressivamente vengono erette delle aree sacre durante il Bronzo Antico II-III, poi ricostruite fino alla fine del III millennio a.C.:

  • Santuario della Baalat Gebal
  • Temple en L (anche L-shaped Temple)
  • Chapelle Orientale
  • Enceinte Sacrée
  • Champ des Offrandes

L'area sacra nel Bronzo Antico si articola intorno ad una sorgente.

Chapelle Orientale Edit

La Chapelle Orientale è un edificio sacro di Biblo. Sarebbe rimasta in uso dal Bronzo Antico II-III al Bronzo Medio con successive ricostruzioni.

Santuario della Baalat Gebal Edit

Il Santuario della Baalat Gebal è un edificio sacro di Biblo. Il tempio sarebbe stato fondato nel XXIX secolo a.C.[1] secondo il ritrovamento nelle sue prossimità di un frammento di diorite con il cartiglio di Khasekhemui[2], probabilmente parte di un piatto offerto al tempio da questo faraone[3]. Sarebbe rimasta in uso nel Bronzo Antico II-III e nel Bronzo Medio con successive ricostruzioni, fino all'età del Ferro le cui testimonianze di iscrizioni dei sovrani gubliti - che restaurarono il tempio e dedicarono statue alla divinità (documentati dal trono di una statua di Sheshonq I con iscrizione di Abi-Baal[4], dal torso di una statua di Osorkon I con iscrizione di Eli-Baal[5], ed un frammento di statua di Osorkon II[6])- giungono fino al X secolo a.C. Il santuario avrebbe proseguito la propria vita in età persiana (restauri indicati sulla stele di Yehawmilk[7]) ed ellenistico-romana, a cui si data l'ultima ricostruzione scavata da P. Montet negli anni Venti. Secondo Saghieh - che ha ricostruito la sequenza stratigrafica dei principali edifici del III millennio a Biblo - la prima fase architettonica del santuario (Bâtiment XVIII) è da inserire nei periodi K I-II datati agli inizi del III millennio a.C.[8].

Temple en L Edit

Il Temple en L (anche L-shaped Temple) è un edificio sacro di Biblo. Sarebbe rimasto in uso dal Bronzo Antico II-III al Bronzo Medio con successive ricostruzioni.

Enceinte Sacrée Edit

L'Enceinte Sacrée è un edificio sacro di Biblo. Sarebbe rimasto in uso dal Bronzo Antico II-III al Bronzo Medio con successive ricostruzioni.

Champ des Offrandes Edit

Lo Champ des Offrandes è un edificio sacro di Biblo. Sarebbe rimasto in uso dal Bronzo Antico II-III al Bronzo Medio con successive ricostruzioni.

Bibliografia Edit

  • M. Dunand, Fouilles de Byblos, Tome I: 1926-1932, Parigi 1937-1939.
  • M. Dunand, Fouilles de Byblos, Tome II: 1933-1938, Parigi 1950-1958.
  • N. Jidejian, Byblos through the Ages, Beirut 1968, pp. 17-20.
  • F.M. Cross, P.K. McCarter Jr., "Two Archaic Inscriptions on Clay Objects from Byblus", in Rivista di Studi Fenici 1,1 (1973), pp. 3-8.
  • M. Dunand, "Byblos et ses Temples après la pénétration amorite", in H.-J. Nissen, J. Renger (edd.), Mesopotamien und seine Nachbarn. Politische und kulturelle Wechselbeziehungen im alten Vonderasien vom 4. bis 1. Jahrtausend v. Chr., Berlino 1982, pp. 195-201.
  • M. Saghieh, Byblos in the Third Millennium BC: a Reconstruction of the Stratigraphy and a Study of the Cultural Connections, Warminster 1983.
  • M. Sala, "Early shrines at Byblos and Tell es-Sultan/Ancient Jericho in the Early Bronze I (3300-3000 BC)", in L. Nigro (edd.), Byblos and Jericho in the Early Bronze I: social dynamics and cultural interactions. Proceedings of the International Workshop held in Rome on March 7th 2006 by Rome "La Sapienza" University (Rome «La Sapienza» Studies on the Archaeology of Palestine & Transjordan 4), Roma 2007, pp. 47-68.
  • J. Lauffray, Fouilles de Byblos, Tome IV: L'urbanisme et l'architecture, par Jean Lauffray, d'arès les manuscrits inachevés et les documents de Maurice Dunand, collationnements, plans et dessins originaux de Yasmine Makaroun-Bon Assaf (Bibliothèque Archéologique et Historique 182), Beirut 2008.
  • M. Sala, "Il Temple en L a Biblo", in Vicino Oriente 14 (2008), pp. 59-84.

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