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Enciclopedia Archeologica

Hazor

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Hazor (anche Tell el-Qedaḥ, Tell Waqqas) è un sito archeologico israeliano.

Si trova 14 km a nord del lago di Tiberiade, ed è composta da da un’acropoli eccentrica allungata e da un’ampia città bassa rettangolare. Il sito venne identificato con la città biblica per la prima volta da J.L. Porter nel 1875, e dopo il primo scavo di J. Garstang nel 1928 vi ha lavorato una missione israeliana diretta da Y. Yadin (1955-1958, 1968), e poi riavviata da A. Ben-Tor con alcuni sondaggi nel 1987 e pienamente nel 1990. Nelle vicinanze si trova l'abitato moderno di Kibbutz Ayelet ha-Shaḥar.

Storia Edit

Fondata nel secondo quarto del III millennio a.C., è nota dai testi di esecrazione egiziani (XIX secolo a.C.) come hdwizi, in alcune delle lettere di Mari (circa 1700 a.C.) come una delle città principali, talvolta l'unica indicata nella zona, in iscrizioni egiziane e nella corrispondenza di el-Amarna (metà XIV secolo a.C.) citando la città come Ha-su-ri ed il suo re Abdi-Tirshi. Hazor compare anche tra le città conquistate in Canaan come hdr dai faraone del Nuovo Regno (Tutmosis III, Amenofi II, Seti I; l'ultimo riferimento egiziano alla città è nel Papiro Anastasi I attribuito a Ramses II. Distrutta dall'invasione israelitica del XIII secolo, benché le notizie bibliche contrastanti (Giosuè 11,10-13; Giudici, 4-5), venne ricostruita da Salomone insieme a Gezer e Megiddo (I Re, 11,15); venne distrutta definitivamente da Tiglatpileser III nel 732 a.C. (II Re, XV,29). L'ultimo riferimento storico ad Hazor si trova come luogo della battaglia tra l'asmoneo Gionata ed il siriano Demetrio nel 147 a.C. (I Maccabei 11,67), citato anche in Flavio Giuseppe (Ant. Iud. 5,199).

Scavi Edit

I primi sondaggi di Garstang del 1928 non sono stati pubblicati accuratamente: riguardano la parte bassa (il cosiddetto "enclosure") si trattava a suo parere di un campo per la fanteria e la cavalleria, piuttosto che un'abitazione; datava la distruzione finale del sito al 1400 a.C. per l'assenza di ceramica micenea, periodo da ricollegare alla conquista di Joshua. Sul lato occidentale della città alta aveva identificato una struttura (Area B) databile all'età israelitica ed ellenistica, mentre al centro (Area A) aveva rinvenuto una fila di pilastri parte di una stabile di età salomonica. Dal 1955 al 1958 (prime quattro campagne) intraprende gli scavi Y. Yadin per conto di istituzioni israeliane ed anglosassoni, ed opera su entrambi i siti della città; una quinta campagna opera nel 1968. A. Ben-Tor dirige una nuova campagna israelo-spagnola nel 1990. Il sito è attualmente in corso di scavo dall'Università Ebraica di Gerusalemme.

Archeologia Edit

Considerata la differenza storica tra la città alta e bassa, sono stati individuati due sistemi diversi di numerazione degli strati: per le sei aree della città alta (A, AB, B, G, L, M) sono stati usati i numeri romani, mentre per le sette aree della città bassa (C, D, E, F, H, K, 210) sono stati impiegati quelli arabi.

Bronzo Antico (strati XXI-XIX) Edit

L'insediamento dal Bronzo Antico, confinato nell'acropoli, è stato raggiunto solo nelle aree A ed L e non è stato possibile determinare l'estensione del sito in questa fase. La ceramica più antica è legata a resti architettonici datati al Bronzo Antico II, nella stessa fase che Yadin attribuisce alla prima occupazione di Hazor. La presenza di Khirbet Kerak Ware indica un insediamento del Bronzo Antico III: in generale la ceramica di questa fase mostra una stretta connessione con la Siria. Si è notata anche una notevole presenza di alcune impressioni di sigilli cilindrici su giare da conservazione, ben note per il Bronzo Antico nel nord della regione.

Bronzo Medio I (strato XVIII) Edit

La fase di transizione tra Bronzo Antico e Medio da resti ceramici nella sola acropoli: molti di questi appartengono alla Black Slipped Ware ed alla Reserve-Slipped Ware della valle dell'Oronte, ancora una volta a riprova delle connessioni siriane.

Bronzo Medio II (strati XVII-XV, 4-3) Edit

Risalgono alla fine del Bronzo Medio IIA alcune strutture e una tomba sull’acropoli. Agli inizi del Bronzo Medio IIB (XVIII sec. a.C.) si data la costruzione delle prime fortificazioni, costituite da un massiccio muro di mattoni su fondazioni di pietra. Un edificio monumentale, individuato al di sotto del palazzo del Bronzo Tardo, rappresenta forse il palazzo dell’età del Bronzo Medio, a ovest del quale è stato scavato anche un edificio templare databile al XVII-XVI sec. a.C. Ampie sostruzioni all’estremità occidentale dell’acropoli potrebbero, invece, aver costituito le fondazioni per una fortezza. Al XVIII sec. a.C. datano la prima occupazione nella città bassa e l’erezione dell’imponente sistema di fortificazioni a terrapieno, come pure tombe e cisterne scavate nella roccia e abitazioni con deposizioni di infanti in giare. Nel Bronzo Medio IIC viene edificato, nel settore orientale, un grande edificio forse palatino, il cosiddetto Double Temple.

All’estremità settentrionale (area H), viene costruito il primo di quattro templi sovrapposti, ivi succeedutisi dal Bronzo Medio IIC alla fine del Bronzo Tardo: il cosiddetto Tempio degli Ortostati, che consta di una cella latitudinale, con nicchia rettangolare e ingresso assiale, antecella e area aperta antistante con piattaforma. Sul lato orientale della città bassa, alla più antica porta urbica viene sostituita una porta a tenaglia, con tre coppie di contrafforti e fiancheggiata da due larghe torri. Una seconda porta della stessa tipologia era nell’area P. Nel Bronzo Tardo, nel settore centrale dell’acropoli, vengono edificati un palazzo con un rivestimento ortostatico e a nord di esso il cosiddetto Long Temple, con cella a sviluppo longitudinale e ingresso assiale, contraddistinto da un analogo paramento. Nell’angolo sud-occidentale della città bassa, nel XIV sec. a.C. (Bronzo Tardo II) viene edificato un piccolo santuario. La nicchia sulla parete di fondo della cella ha restituito alcune statuette, un ortostato scolpito con un leone e sopratutto numerose stele, da cui la denominazione di Tempio delle Stele. Per tutto l’arco del Bronzo Tardo rimane in uso il tempio dell’area H, soggetto a una serie di ricostruzioni, la più significativa con l'aggiunta di un portico anteriore e di un paramento ortostatico di basalto. Al suo interno sono state ritrovate una statua di sovrano assiso e ai lati dell'ingresso all'antecella due basi di pilastro. Rimangono in uso anche le fortificazioni e le porte a tenaglia. Nei pressi sono stati trovati i resti di officine di artigiani, dove vi era anche quella di un vasaio da cui provengono una ruota in due pezzi ed una maschera fittile.

Nell’età del Ferro l'insediamento torna a concentrarsi sull’acropoli. Dopo una prima rioccupazione non fortificata nel XII-XI sec. a.C. (Ferro I), durante la monarchia israelita Hazor diviene un fondamentale centro di controllo territoriale. Nella seconda metà del X secolo (Ferro IIA) viene realizzata una cittadella fortificata, circoscritta al settore occidentale dell’acropoli e delimitata da un muro a casematte, con una porta urbica a quattro passaggi. Nel IX sec. a.C. (Ferro IIB) l’insediamento, attribuito all’attività di Achab, occupa l’intera acropoli; le mura vengono sostituite da un muro pieno di fortificazione; vengono costruiti un grande magazzino tripartito da due file di pilastri, un’estesa cittadella con quattro edifici principali ed edifici amministrativi e il sistema idrico sito all’estremità meridionale. Nel corso dell'VIII sec. a.C. la cittadella rimane pressoché invariata, mentre l'area del magazzino si converte in un quartiere residenziale. Dopo la conquista assira attribuita a Tiglatpileser III, l'acropoli viene occupata da un insediamento non fortificato, che nel VII secolo (Ferro IIC) vede l’erezione di una nuova cittadella, utilizzata anche nel periodo persiano. Resti di una successiva cittadella possono essere ascritti, infine, al II sec. a.C., ovvero al periodo ellenistico.

Bronzo Medio IIB (strato 4) Edit

Nell'Area C lo strato mostra la costruzione delle prime fortificazioni e dei bastioni; da qui proviene una giara iscritta in accadico, incisa prima della cottura e riportante il nome del proprietario. Dall'Area D provengono numerose ricche sepolture. Nell'Area F sono state rinvenute diverse tombe scavate nella roccia connesse da una rete di cunicoli: queste consistono in genere di un pozzo largo rettangolare con grotte scavate in varie forme; la parte orientale delle rete, che non è chiara, potrebbe essere servita originariamente per scaricare l'acqua raccolta nei pozzi; ad eccezione di pochi frammenti ceramici, le tombe erano vuote e probabilmente depredate in antico.

Bronzo Medio IIC (strato 3) Edit

L'Area C mostra uno strato di distruzione dovuto ad un incendio, risalente alla fine del Bronzo Medio IIC: diverse sepolture infantili in giare provengono dai pavimenti al di sotto delle case. Dall'Area D provengono numerose ricche sepolture. Nel sondaggio di prova 210, collocato al centro della città bassa, prova che la stratigrafia corrisponde a quella dell'Area C, e riporta allo stesso modo altre sepolture infantili in giara. Nell'Area F un grande edificio con pareti molto spesse con pianta rettangolare: forse era un tempio doppio, consacrato a due divinità. Una rete fognaria correva dall'edificio ai tunnel antichi che in questa fase servivano solamente per il drenaggio.

Bronzo Tardo I (strato 2) Edit

L'Area C risulta inabitata in questo periodo, con un sottile strato di cenere, e ne sono state scavate diverse abitazioni del periodo. Dall'Area D sono note diversi resti architettonici. Numerosi frammenti ceramici dell'Area E non hanno connessioni con l'area cananaica, ma si riscontrano invece in Anatolia. Nell'Area F viene ricostruita parte del tempio dello strato 3, mentre le altre parti restano in disuso: questo ha pianta quadrata e diviso in camere intorno ad un'area centrale, similmente alla pianta di un tempio scoperto ad Amman. Alcune sepolture vicine contengono un vasto assortimento di ceramica bicroma (bichrome ware).

Bronzo Tardo IIA (strato 1-b) Edit

In questa fase Hazor raggiunge il picco della sua prosperità. Nell'Area C si rinviene un piccolo tempio broadhouse sul versante interno del bastione, ed da una nicchia sul muro occidentale provengono delle stele e statuette riutilizzate nello strato successivo, e diversi banchi per offerte rivestono le mura. In prossimità si trovano diverse abitazioni anche di ceramisti, di cui si hanno anche le installazioni intere, che evidentemente servivano il tempio. La ceramica da quest'area - locale ed importata (Miceneo IIIA) datano la città al periodo di el-Amarna, ossia al XIV secolo a.C. Dall'area degli artigiani proviene una maschera di culto simile ad un'altra nota dall'Area D, ed uno stendardo bronzeo placcato in argento con il rilievo di una dea serpente, forse attaccato ad un palo di legno tramite un codolo ed impiegato nelle processioni religiose. La città viene distrutta in circostanza non chiare, forse durante la campagna di Sethi I. Dall'Area D sono note diversi resti architettonici. Dall'Area F, dalla parte sudoccidentale, proviene un altare in pietra - un grosso ashlar tratto dall'edificio del Bronzo Medio II - con alcune depressioni per raccogliere il sangue dei rituali; un canale di scolo dall'altare si congiungeva all'antico sistema di drenaggio dei tunnel. Intorno all'altare si trovano diverse strutture evidentemente cultuali, dove sono stati rinvenuti un incensiere in alabastro ed altri recipienti rituali. Una grande tomba appartenente a questo strato conteneva centinaia di vasi, di cui diversi esempi di Miceneo IIIA; probabilmente questa serviva come luogo di sepoltura per l'intero periodo dello strato, ossia il XIV secolo a.C.

Bronzo Tardo IIB (strato 1-a) Edit

Si assiste alla ricostruzione dello strato precedente, di cui si segue la stessa impostazione strutturale; a causa della posizione elevata si è conservato ben poco delle architetture originarie. Anche il tempio viene ricostruito con tutte le strutture connesse, tra cui una serie di stele di basalto (di cui una con due braccia protese verso un simbolo divino lunare) e la statuetta di una figura maschile seduta, quest'ultima decapitata volontariamente. La ceramica locale ed importata (Miceneo IIIB) indica una fase temporale che si conclude entro il XIII secolo a.C., quando si conclude l'occupazione della città bassa. Dall'Area D sono note diversi resti architettonici, in particolare si ricorda un'iscrizione in Proto-Cananaico dipinta su un frammento ceramico. Nell'Area F vengono rinnovate gran parte delle strutture intorno all'altare, e sono state scoperte diversi incensieri e ceramica del Miceneo IIIB; lo strato viene completamente distrutto nel XIII secolo a.C.

Bibliografia Edit

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Collegamenti esterni Edit

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