Fandom

Enciclopedia Archeologica

Mozia

787pages on
this wiki
Add New Page
Comments0 Share

Mozia è un sito archeologico italiano.

Fondata nell'VIII secolo a.C. come primo centro fenicio della Sicilia, distrutta da Dionisio nel 397 a.C.

Zona A (abitato) Edit

Nell'area è statao individuato un isolato rettangolare composto da sei o sette unità abitative, frequentate e modificate tra gli inizi del VII e la fine del IV secolo a.C., con l'ultima fase posteriore alla conquista greca. Lo scavo è stato approfondito ai livelli arcaici (VII-VI secolo a.C.) solamente negli Edifici A e B, quando erano caratterizzati da silos sotterranei scavati nella roccia per gli alimenti: la conservazione di derrate è attestata fino all'ultima fase dell'Edificio B, il cui ritrovamento di un considerevole deposito di anfore ne ha permesso la denominazione moderna di Casa delle Anfore. Fra le tante, nell'ambiente 41 (settore ovest dell'isolato) è stata rinvenuta un'anfora con all'interno trentaquattro presi da telaio.

Zona B (abitato) Edit

Scavato solamente in due campagne, ma ha presentanto una particolare concentrazione di materiali importati da botteghe greche. Le strutture più antiche appartenenti alla prima fase di vita dell'isola mostrano murature di modesto spessore con zoccolo in pietrame e alzato in mattoni crudi, simili alle strutture di Porta Sud probabilmente legate ad attività marinare. Successivamente nel V secolo - ma forse dalla metà del precedente - l'area viene orientata diversamente con una strada larga verso il mare e diversi isolati circostanti, con alcune strutture portuali legate ad un molo da collocarsi con ogni probabilità nel "saggio A". Alla fine delllo stesso secolo gli abitati vengono ricostruiti con zoccolo in pietra e tecnica a telaio (pilastri monolitici alternati a pannelli in pietrame minuto), e all'interno attrezzature come vasche e forni. La conquista dell'isola è facilmente riscontrabile negli strati di crollo di pareti di mattoni crudi ed incendio, e poco dopo un anno sulla strada precedente si articolano ateliers industriali ed alcuni vani ricavati negli isolati.

Zona C (tempio del kothon) Edit

Quartiere di Porta Sud Edit

L'abitato doveva essere collegato alle attività commerciali del kothon. Il primo impianto è anteriore alle fortificazioni e risale all'inizio del VII, mentre l'ultimo si data al V secolo a.C. nel momento di massimo sviluppo edilizio. Con l'assedio siracusano la zona viene stravolta, realizzando due grandi fosse per raccogliere materiali da impiegare per scopi difensivi: con il materiale di risulta viene costruito uno sbarramento, oggi rimosso dagli scavi di Whitaker, e realizzato un muro circolare che racchiudeva il quartiere. Con la conquista greca l'abitato viene abbandonato definitivamente.

Zona D (abitato) Edit

Zona E (x) Edit

Zona F (x) Edit

Zona K Edit

Tofet Edit

Identificato da Whitaker tramite tre trincee, ne accennano Pace, Harden (1962, p. 94), scavato con un sondaggio nel 1961 da P. Cintas sotto la missione di Isserlin.

Santuario del Cappiddazzu Edit

Il santuario sorge nella zona settentrionale dell'isola, in un'area che ha visto notevoli trasformazioni nel corso del tempo. Restano le fondamenta di un edificio rettangolare a pianta tripartita longitudinalmente, ed un'area rettangolare chiusa da un recinto con al suo interno diverse costruzioni di varie epoche. I primi resti sono costituiti da alcune fosse scavate nella roccia risalenti agli inizi del VII secolo a.C., e la presenza di ossa di bovini e ovini ha lasciato pensare che l'area costituisse fin dall'origine un luogo di culto; le strutture murarie più antiche sono formate da pietrame a secco della seconda metà del settimo secolo, pertinenti ad un edificio prossimo alle fosse. L'area sacra si sviluppa in un grande recinto rettangolare nella metà del VI secolo, anche se la sua fisionomia ci è ignota a causa dei numerosi interventi edilizi. Alla fase successiva (V secolo a.C.) sono da attribuire alcuni elementi architettonici monumentali - le gole egizie - poi inglobati nell'edificio tripartito a nord: quest'ultimo infatti fu realizzato con elementi di reimpiego nel IV secolo in seguito alla distruzione dionigiana. Il santuario è articolato intorno ad un'area all'aperto con diversi ambienti intorno ed una grande cisterna ellissoidale di tipo punico. Anche qui sono presenti diversi interventi edilizi tra cui due pavimenti a mosaico parzialmente conservati. In età bizantina venne costruita una piccola basilica, asportata durante i primi scavi e di cui resta solo un disegno.

Nei pressi di Porta Nord, individuato nell’aprile 1913 da A. Salinas benché poche citazioni precedenti (Whitaker 1921, pp. 131, 202 sgg.; Ziegler; Pace, vol. II, p. 345) di cui pochi dati se non pianta finale e schizzo per fasi, poi scavi di Pirro Marconi nel 1930 che distingue quattro periodi (fenicio, ellenistico, romano imperale, arabo bizantino; nei primi due casi edifici sacri, negli altri abitazioni). Seguono due saggi di Isserlin nel 1955, uno a ridosso del lato interno del muro del naos nel grande edificio a tre navate, l’altro esterno a nord del muro di cinta del temenos. Tusa nel 1964 scava il muro esterno dell’edificio, identificando base a tre betili.

Scavi e pubblicazioni Edit

File:Mozia 1930 Marconi.jpg
File:Mozia 1964 Tusa.jpg
File:Mozia 1964 Ciasca.jpg
  • Whitaker 1909-1921: Motya. A Phoenician Colony in Sicily
  • Whitaker 1921-1929: inedito
  • Nigro 2007-2009: inedito

Bibliografia Edit

  • S. Moscati et al., Mozia – I (Studi Semitici 12), Roma 1964.
  • V. Tusa, s.v. "Mozia", in Enciclopedia dell’Arte Antica, vol. V, Roma 1963, p. 249 sgg.
  • P. Cintas, "Trouvailles anciennes et recente à Motyé, entrepôt de Carthage en Sicile", in Bulletin Archéologique du Comité des Travaux Historiques et Scientifiques (1961-62), pp. 67-68.
  • B.S.J. Isserlin et al., "Moya, 1955", in Papers of the British School at Rome 26 (1958), p. 4.
  • B. Pace, Arte e civiltà della Sicilia antica, vol. I-IV, Milano 1949, passim.
  • Ziegler, s.v. "Motya", in PAULY-WISSOWA, XVI, 3 (1933), coll. 387-407.
  • B. Pace, "Gli scavi di Mozia", in Ausonia 10 (1921), col. 1 sgg.
  • J.I.S. Whitaker, Motya. A Phoenician Colony in Sicily, Londra 1921.
  • B. Pace, "Mozia. Prime note sugli scavi eseguiti negli anni 1906-1914", in N.S. (1915), p. 431 sgg.
  • I.. Coglitore, "Mozia. Studi storico-archeologici", in Archivio Storico Siciliano 8-9 (1884), pp. 1-180.

Ad blocker interference detected!


Wikia is a free-to-use site that makes money from advertising. We have a modified experience for viewers using ad blockers

Wikia is not accessible if you’ve made further modifications. Remove the custom ad blocker rule(s) and the page will load as expected.