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Enciclopedia Archeologica

Palermo

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Palermo (anche Panormo) è un sito archeologico italiano.

La città antica si estende sul territorio oggi occupato dal centro abitato, prevalentemente nella zona centrale urbana. Era tra le tre città fenicie citate da Tucidide (VI,2), con Mozia e Solunto, e probabilmente aveva il nome di Ziz.

Venne fondata nel VII sec. a.C., scelta per la sua posizione favorevole quale porto naturale tre i due fiumi Papireto e Kemonia, che ne hanno determinato anche il nome greco dal significato di "tutto porto": nel 480 a.C. era una delle basi cartaginesi durante lo scontro navale con i Greci, e nel 254 viene conquistata dalle forze romane. Sotto l'imperatore Augusto divenne una colonia.

Età fenicia e punica Edit

Tra i pochi elementi indagati archeologicamente vi è la necropoli punica, che si estendeva nella zona meridionale tra Piazza Indipendenza, Corso Pisani, Via Cuba e Via Pindemonte. Si segnalano in particolare una sepoltura in sarcofago del VI secolo (Tomba 30), talvolta anche con ricchi corredi (Tomba 1), ed una tomba a camera reimpiegata tra fine VI ed inizio V secolo (Tomba 18). Della città fenicia restano anche le mura di fortificazione, che permettono un'idea sull'estensione dell'abitato: queste risalgono al V secolo. Le parti maggiormente conservate si trovano lungo Corso Alberto Amedeo e sotto Palazzo dei Normanni. La prima – posta tra Piazza Peranni e Piazza Indipendenza – evidenzia una struttura di tipo greco, a grandi blocchi disposti su filari regolari e senza malta, con diatoni ed ortostati; sono presenti alcuni segni incisi sui blocchi, probabilmente lettere puniche da intendere come marchi di cava o segni di assemblaggio. La seconda, identificata sotto il palazzo medievale, è composta da un vasto tratto di mura, una porta affiancata da torri ed una posterula coperta ad arco: se ne conoscono due fasi, una del V secolo a.C. ed un raddoppio della cortina muraria con un avanzamento della linea fortificata nel secolo successivo (un'ulteriore struttura a blocchetti è da ricollegarsi agli interventi di età normanna).

Età romana Edit

I resti più significativi si trovano sotto Villa Bonanno, nell'angolo sudorientale di Piazza della Vittoria: scoperti tra il 1898 ed il 1915, mostrano tre abitazioni romane a peristilio, riccamente decorate con pavimentazioni musive, parzialmente conservate al Museo Archeologico Regionale. La casa "A" conteneva i mosaici di Orfeo tra gli animali e delle stagioni (oggi al Museo), ed era sede di una confraternita dionisiaca di età severiana (inizio III secolo a.C.); la casa "B" mostra nel triclinium un mosaico con scena di caccia al cinghiale e cornice con festoni e maschere, la cui qualità artistica è stata ricondotta ad un cartone di Philoxenos di Eretria, grande pittore attico del IV secolo.

Età paleocristiana Edit

Segno dell'antica comunità cristiana sono i cimiteri ipogei, di cui il più vasto è quello di Porta d'Ossuna: posto nella depressione naturale del Transpapireto a nord-ovest della città, fu tagliato lungo Corso Alberto Amedeo per l'edificazione dei bastioni cinquecenteschi. Il complesso fu scoperto nel XVIII secolo ed esplorato dal Principe di Torremuzza, mentre nel 1907 fu studiato per la prima volta da Führer-Schultze, che nel 1907.

Bibliografia Edit

  • E. Gabrici, in Monumenti Antichi dei Lincei XXVII (1921), pp. 181ss.
  • R. La Duca, Palermo Felicissima, Palermo 1973, pp. 17ss.
  • C.A. Di Stefano, G. Mannino, Carta Archeologica della Sicilia. Carta d'Italia, F. 249, Palermo 1983.
  • O. Belvedere, in Kokalos XXXIII (1987), pp. 289ss.
  • Panormus I, Palermo 1988.
  • Panormus II, Palermo 1990.
  • R. Camerata Scovazzo, Le case romane di piazza della Vittoria a Palermo, Palermo 1992.
  • C.A. Di Stefano, in Di terra in terra. Nuove scoperte archeologiche nella provincia di Palermo, Palermo 1993, pp. 252ss.
  • O. Belvedere, C.A. Di Stefano, in Palermo punica, Palermo 1998.
  • A. Tullio, "Palermo", in A. Tullio (ed.), Itinerari archeologici in Sicilia, Palermo 2002, pp. 13-22.

Monumenti Edit

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