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Tell el Rachidieh è un sito archeologico libanese.

Si trova pochi chilometri a sud di Tiro, ed era nota come Ushu negli annali egiziani ed assiri mentre nei testi classici come Paleotiro (Strabone, Nonno). Era probabilmente fortificata come le altre città della costa, e probabilmente da qui provenivano i primi abitanti tirii nel Bronzo Antico. La città ricopriva una ruolo fondamentale per le necessità ordinarie di Tiro: per questa ragione fu sottomessa da Nabucodonosor II (587-574 a.C.); in seguito le mura non vengono ricostruite e la città si espande fra la foce del fiume Leonte/Litani e Ras el 'Ain. Le sorgenti della città - soprannominate dai viaggiatori settecenteschi come le cisterne di Salomone (poiché si tramandava che lui stesso le avesse costruite in occasione dell'erezione del tempio a Gerusalemme) - rifornivano l'isola attraverso piccole imbarcazioni fino alla costruzione di alcune cisterne e sistemi idrici sotto Hiram I; in uso anche al tempo dei Romani, le riserve idriche sono tuttora in uso. Il luogo venne scavato dal locale Dipartimento delle Antichità nel 1974, quando il luogo era noto come Tell Habish dopo l'acquisto nel 1856 da Rachid Pasha per farne una tenuta, già Sinde secondo Evagre the Scholastic come luogo di abitazione dell'eremita Zozyma. I primi ritrovamenti di urne (tuttora inedite singolarmente) con ossa calcinate e ceneri bruciate a Tell Rachidieh risalgono al 1903 con Macridy Bey, curatore del Museo di Costantinopoli, e poi con Maurice Chéhab nel 1942; i materiali del 1903 dalle Tombe A, B e C sono contenuti in una raccolta di difficile distinzione. Nel 1974 gli scavi per il campo profughi palestinese ha individuato cinque tombe dell'età del Ferro: le due tombe 4 e 5 scavate da Hafez Chéhab sono state pubblicate, mentre le altre tre indagate da Ibrahim Kawkabani sono rimaste inedite a causa dei problemi dovuti alla guerra recente (anche se i materiali sono stati visionati dalla Doumet-Serhal). Molte giare inoltre sono state scoperte clandestinamente durante il conflitto, ed ora appartengono a collezioni private.

Si praticava regolarmente la cremazione, soprattutto con giare contenenti i defunti: il rito è noto nel Levante già dall'XI secolo a.C. - a Karkemish, Tell Halaf, Hama, Hazor e in alcuni siti ciprioti - e si diffonde nel Libano meridionale tra IX e VII secolo, diventando predominante in siti come Tambourit, Khirbet Silm, Joya, Qasmieth e Akhziv. Tuttavia al nord si mantiene ancora l'inumazione: a Khaldeh sono note soltanto due cremazioni, entrambi in giara coperte da un piatto basso, di cui una con uno scheletro coperto da pietre mentre l'altra aveva costruita intorno una tomba. Forse il cambiamento è da associare tradizionalmente all'arrivo dei Popoli del Mare nel corso del XII secolo a.C. Sono note tre categorie distinte di produzione ceramica, ossia fenicie, cipriote e repliche fenicie da modelli ciprioti (talvolta distinguibili solamente dall'analisi dell'argilla). Solamente quattro giare sono inscritte, di cui due dalla Tomvba 4 di Rachidieh e tre da una collezione privata.

PHOENICIAN WARE - PLAIN WARE: giare marrone chiaro, spalla arrotondata, orlo breve e stretto, base appuntita e capacità di 18 litri; tipo cananaaico ritrovato sia a Sarepta che a Tiro nel Tardo Bronzo ma presente anche nella prima età del Ferro. - BICHROME WARE: argilla con grossi inclusi calcarei cotti non oltre o 750°, poiché i carbonati di calcio a temperature superiori avrebbe prodotto del limo che assorbendo l'aria produce idrossite di calcio più voluminose che spacca la giara. La giara bag-shaped ha orlo alto e diritto, base arrotondata e capacità di 14 litri, ed insieme alla long narrow è nota a Megiddo, Hazor, Hurbat Rosh Zayit e a Larnaca. Le più comuni sono le giare con anse dall'orlo alla spalla, alte al massimo 35 cm con collo dritto, orlo estroflesso e corpo rigonfio o ovoidale, con un anello o una base rotonda e capacità da 4 a 9 litri. - MONOCHROME RED/BLACK WARE: nello stesso stile delle giare bicrome, con decorazioni a bande orizzontali sulle spalle; una giara da collezione privata mostra una decorazione a palmette del Bronzo Tardo evoluta in un triangolo con cinque pennellate.

CYPRIOTE WARE, più dura ma meno porosa, con anello migliore e temperatura di cottura 800-850° - WHITE PAINTED WARE (CG II-CA): decorazione tipica della spalla a bande nere su una superficie dipinta bianca, di altezza superiore a quelle fenicie. White Painted II: decorazione a triangoli e losanghe, con spalle rigonfie, collo dritto e orlo poco sporgente (come nella WP I). White Painted III: decorazione a cerchi concenttrici, con collo cilindrico, corpo ovidale, anse con decorazione a strisce orizzontali sono collocate sulla spalla alta. - BICHROME WARE (CG III-CA): decorazione a cerchi concentrici predominante su collo e spalle, con il cerchio più esterno tramite pennello più spesso; una giara del CA ha un collo decorato con quattro rosette con petali, galloni verticali e gruppi di linee parallele verticali affianco a triangoli quadrettati; sul corpo sono applicate bande rosse e nere orizzontali, con orlo estroflesso e spalle rigonfie.

PHOENICIAN REPLICATES - WHITE PAINTED WARE: identiche a quelle cipriote, ma con argilla piena di carbonato di calcio e con decorazioni più semplici - BLACK-ON-RED WARE (fine CG II): tipica decorazione nera su red-slip, parallela alla ceramica cipriota del CG III (950 a.C.) poiché a Tiro è scarsamente presente, ed apparteneva a brocchette neck-ridge di alta qualità, poi adattata per altre forme. produzione di red slip con cerchi concentrici neri è nota in Palestina già dal XI-X secolo a Tell Qasile, Ashdod e Tell er Reqeish; Briese indica l'800 a.C. come termine post quem per questa tipologia. alla prima varietà appartengono una brocca da birra ed una brocca a orlo trilobato con motivo a palmetta. giare dalle sepolture 1 e 2 mostrano repliche del CGIII-CAI per il collo dritto con orlo piatto, corpo ovoidale bombato al centro, anse a "fibbia"; quando con orlo dritto e anse orizzontali potrebbero aver avuto un coperchio; la spalla ha un pannello decorativo con linee orizzontali e verticali e cerchi concentrici, e la decorazione è simile al WP. - PLAIN WARE: una giara dalla sepoltura 1, base ad anello e tre anse sulla spalla, simile ad esempalre da Palaepaphos (CG III) ma senza anse e imitante esemplari metallici.

Nel 1921 la missione archeologica francese presieduta da Denyse Lelasseur svolge alcune indagini a Tell Maachouq, alla ricerca del tempio tirio di Melqart in virtù del topononimo locale, ma raggiunta la roccia vergine si ottengono solamente resti databili tra VI e IV secolo a.C.

Bibliografia Edit

  • C. Doumet-Serhal, Jars from the First Millennium BC at Tell el Rachidieh (south of Tyre): Phoenician Cinerary Urns and Grave Goods, in Archaeology and History in Lebanon 17 (2003), pp. 42-51.

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